Lillo a PGR: "La squadra è viva. Su Baschirotto fallo tutta la vita"

Le parole del club manager del settore giovanile giallorosso a Telerama
La mancanza di risultati può diventare un peso?
Lo può diventare ma non credo sia il nostro caso. Credo che in ogni match il Lecce sia stato in partita. Il gruppo fondamentalmente è capace di gestire mentalmente questa cosa.
Faccio un banale esempio, dopo la partita con l'Udinese, la prima delle cinque sconfitte, non era semplicissimo reagire a quel torto subito dalla sala VAR, quindi nemmeno sul campo.
La squadra ha dimostrato nelle partite successive di andare a giocare, di giocarsela con tutti, di giocarsela bene, preparandosi bene, allenandosi bene e facendo rientrare giocatori che venivano da infortuni. Poi, non sono venuti i risultati, ma ci sei sempre, quindi ci lascia sempre sperare bene.
E' una squadra, un gruppo di calciatori che remano tutti dalla stessa parte. Per me è una squadra forte, un gruppo forte di giocatori che hanno buone qualità fuori e dentro al campo.

Sul settore giovanile
Nel Lecce abbiamo il responsabile dell'area tecnica, il direttore Corvino, che è il supervisore nel suo fiore all'occhiello che è stato sempre il settore giovanile.
Il direttore segue tutto e tutti, ogni giorno. Lui conosce squadre dall'Under 11 alla Primavera, ovviamente fino alla Prima squadra. Ha persone, compreso me, che gestiscono determinate cose, come la parte gestionale o la parte tecnica. Cerchiamo di fare il nostro lavoro, cerchiamo di portare a casa dei discreti ragazzi da far crescere, dargli la possibilità di crescere.
Abbiamo qualche giovanotto che sta crescendo ma che ha bisogno di un percorso importante. Non è mai semplice, diventa sempre più difficoltoso anche per cambiamenti normativi in cui le società hanno meno potere di prima e tutto è lasciato alla scelta del giocatore, del ragazzo, dei genitori o di chi assiste.
Di calciatori professionisti non ne usciranno tantissimi rispetto alla percentuale dei ragazzi che vivi ogni giorno e che crescono con te, ma cerchi comunque di portare avanti degli uomini, con delle regole.
Poi per carità, i risultati sono importanti, poi se arriva alla Primavera, dove il risultato è diventato determinante…La vittoria del campionato Primavera diciamo anacronistico, era impensabile farla dopo tanti anni o che potesse permetterselo l'Unione Sportiva Lecce dopo un periodo di Primavera 2.
Ha portato anche in Prima squadra determinati elementi che sono stati determinanti per la Primavera. In ultimo, il trasferimento milionario di Dorgu è stata la ciliegina di quel percorso fatto su questi giovani. Ribadisco, noi lavoriamo tanto.
Tutto sommato penso che nel Lecce si lavori bene, abbiamo una proprietà italiana e ce ne sono poche, il management è di altissimo livello, nel CdA, sono molto attenti a tutte le dinamiche societarie anche del settore giovanile, l'Ad Mencucci…ci riteniamo fortunati.
Poi abbiamo le intuizioni del direttore Corvino, poi il segreto è lavorare duro, svegliarsi presto la mattina, sempre sul pezzo, stare dietro a qualsiasi necessità ed a qualsiasi cosa che c'è da fare, tutti compatti e remando tutti dalla stessa parte.
Ci sono giocatori della Primavera che potrebbero fare il prossimo step?
Sarebbe ingeneroso nei confronti dei nostri ragazzi. Per noi, chiunque si affaccia alla prima squadra è un successo, indipendentemente che sia di sedici, diciassette o vent'anni, italiano o straniero.
Che sia cresciuto con noi, che abbia appreso qualcosa da noi, filosofia, metodologia di allenamento. Cerchiamo di seguire sempre quella, quindi speriamo che possano arrivarne quanti più è possibile com'è successo e come succederà finché perseguiremo questa politica.