Altobelli a PL Talk: "Salvezza? La voglia che mette il pubblico deve metterla la squadra"

Le parole dell'ex giocatore del Lecce in diretta su Twitch, in cui ha raccontato vari aneddoti relativi ai suoi anni in giallorosso
Durante la puntata di PL Talk, in onda sul canale Twitch di PianetaLecce, è intervenuto l'ex giocatore del Lecce Simone Altobelli, che ha raccontato diversi aneddoti legati al suo passato in giallorosso ma anche delle sue impressioni sulla squadra attuale. Queste le sue parole.
Le emozioni provate tornando al Via del Mare
Ancora sono emozionato perché ancora devo smaltire. Io sono molto legato al Lecce, sono stato cinque anni. Sono legato principalmente alla città ed alla gente, sono arrivato che avevo 20 anni e sono andato via a 25, parlo il dialetto leccese, sono stato accolto come se fossi un figlio di tutti.
Ho avuto sempre la strada spianata dappertutto perché mi avete aiutato a fare il salto di qualità nella vita, non solo calcisticamente ma anche nella vita civile.
Io quando sono entrato dentro lo stadio, mi è venuto incontro Stefano Trinchera con cui giocavamo insieme nel '94, il presidente che è una bravissima persona, ed una volta salito le scalette ho barcollato un attimo perché 35 anni fa mettevo piede a Lecce ed ho rivissuto il pregresso.
Sono ritornato indietro nel tempo e mi sono emozionato. Sono della Roma, lo sapete tutti, ma tifo Lecce e mi sono girato subito a sinistra verso la Curva Nord, non verso la Curva Sud della Roma. Era scontato che facessi un saluto a tutti perché è doveroso ed allo stesso tempo da li è partita tutta la mia carriera.

Dal 90 al 95, qual è stato l'anno più bello?
E' scontato, è l'anno di Bolchi. Eravamo tutti di 21-22 anni, eravamo 8-9 persone, io, Scarchilli, Rossi, Maini, Olive, all'inizio c'era anche D'Onofrio che andò via. Eravamo “pischelli”, andavamo a 200 all'ora.
Con un connubio importante di Ceramicola, Notaristefano, Biondo, Ferri, Benedetti, Paolo Baldieri e tanti altri. Stiamo parlando di gente che ha fatto la storia del calcio italiano, un mix perfetto. Abbiamo fatto 18 risultati utili consecutivi, il record della B nella stagione 1992/93. Poi cosa importante, avevamo un allenatore che ci ha lasciato liberi di fare.
L'ambiente nello spogliatoio
Si era creata una famiglia, non una squadra. Al di fuori eravamo tutti un po' scalmanati, stavamo sempre insieme, ma quando entravamo nello spogliatoio, abbassavamo le tendine e non ce n'era per nessuno.
Il mister parlava solamente, dava la formazione, non ci motivava perché ci conosceva talmente bene che quando entravamo in campo davamo tutto per quella maglia. Per noi quella maglia è stata importantissima. Quell'anno è stato importante per tutti perché abbiamo fatto il salto di qualità.
Il binomio calciatori-città
Avevamo creato con la gente del posto e con i tifosi della Curva, una sintonia che penso non si sia mai ripetuta nella storia, non del Lecce, ma del calcio. Noi eravamo per strada, passava il ragazzino col pallone, e giocavamo con loro.
Per noi era una vita normale. Poi quando entri dentro lo spogliatoio devi pensare al tuo lavoro, a quelle che sono le direttive della società che era una società importante con Jurlano e Cataldo.
Quando entravano loro eravamo tutti zitti e pedalavamo. Quell'anno c'è stato un binomio importante con la gente e noi l'abbiamo avvertito.
Un aneddoto su Biondo
Gli aneddoti sono che cantavamo al karaoke, ci prendevamo in giro…uno che prendevamo in giro ed a cui facevamo gli scherzi era Rosario Biondo.
Andavamo a pranzo a Porto Cesario…è rimasta nella storia. Eravamo alle Dune a mangiare, eravamo una quindicina ed allora abbiamo messo un po' di soldi sul tavolo ed abbiamo fatto una scommessa.
Siccome Rosario Biondo era un po' un Terminator, andava contro tutti nel senso positivo, ovvero che voleva fare sfide perché fisicamente era forte, allora Paolo Baldieri insieme a Egidio (Ingrosso, ndr) ed insieme a me, prendiamo un pattino. Davanti alle Dune c'è un isolotto e noi abbiamo detto, prendi sto pattino, se arrivi là entro venti minuti e ritorni indietro prendi i soldi di tutti.
Quando è partito, Baldieri ha levato il tappo dell'acqua. Mentre arrivava laggiù stava affondando. Noi dalla costa eravamo per terra e non siamo nemmeno andati a raccoglierlo, è ritornato a nuoto.
Un altro aneddoto
Questa è la più bella di tutte. Andiamo a Verona quando vincemmo 3 a 2 con Notaristefano che fece doppietta. Noi abbiamo fatto la partitella fino all'una di notte 6 contro 6, con le scarpe di suola, la divisa con la cravatta del Lecce, con i barattoli dentro al parcheggio dell'albergo.
Abbiamo fatto 6 contro 6 prima di una partita importante e siamo andati il giorno allo stadio ed abbiamo vinto 3 a 2. Questo per farti capire quanto eravamo forti di testa.