C'era poi il tema del progetto, motivo dell'addio. Abete evidenziò che in realtà le linee del programma erano in partenza state corrette e soprattutto non avevano avuto seguito da parte dello stesso Baggio: messe le idee, difettava il progetto di fattibilità.
Il progetto elaborato con l'ausilio di consulenti esterni - racconta Abete - era stato discusso in consiglio federale e modificato: in principio era finalizzato allo scouting di calciatori, ma quello spetta al Club Italia e a Arrigo Sacchi.
A Baggio spettava la formazione dei tecnici. Il consiglio federale ha concordato le modifiche e stanziato i soldi, che ci sono e non sono un problema. Ma poi era il settore tecnico a dover dare seguito, con la Lega Dilettanti, per la nascita di centri federali in tutte le regioni. E invece si è fermato lì, non ha fatto il secondo passo. Evidentemente per una scelta di Baggio.
Il nostro auspicio - concluse il presidente della Federcalcio - è che se Baggio non fa scelte diverse, ci possa ancora essere spazio per collaborazioni spot, su progetti mirati.