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L'ex tecnico dei giallorossi e dei lagunari Gian Piero Ventura, ha rilasciato un'intervista al Nuovo Quotidiano di Puglia, dove ha parlato dell'importante scontro salvezza di domenica tra Lecce e Venezia. Ecco un estratto delle sue parole.

L'importanza del match

Al Via del Mare andrà in scena una partita destinata a lasciare il segno sia per il Lecce, sia per i veneti, due squadre che si giocano la serie A in un finale difficile. 

La partita sarà decisiva certamente soprattutto per il Venezia, una squadra in contraddizione con le attese, una formazione che ha pareggiato con il Napoli, con l’Atalanta, una squadra che ha saputo e sa ancora esprimere un gioco, perché ha evidentemente dei valori. Se perde però rischia di fare davvero fatica a recuperare. 

giampaolo

Sul Lecce

Domenica deve vincere ad ogni costo per non correre il rischio di stare in ansia sino all’ultima giornata. Un rischio peraltro del quale penso siano sempre stati consapevoli i giocatori, l’allenatore, la stessa società. 

È un Lecce che ha avuto il merito di non scendere mai nella zona infernale degli ultimi tre posti, dove c’è un Monza che va verso la retrocessione, ma c’è anche un Empoli dal quale ci si aspettava un comportamento straordinario. 

Cosa condiziona i giallorossi?

Ho visto il Lecce fare bei gol ad esempio contro il Parma. A condizionare anche la produttività delle marcature ci può essere la mancanza di serenità quando la classifica alimenta dubbi e paure. 

La serenità rende più facile il gioco, magari un dribbling, quasi certamente un gol. L’aspetto psicologico è comunque assai importante. Io vedo bene in questa coda del campionato il ritorno di un giocatore vivace sul fronte offensivo come Banda.

Su Ramadani

Ramadani certo è uno che sa prendere per mano la squadra. In questo finale il tecnico ha tutte le ragioni per le diverse scelte, tenendo conto dei novanta minuti

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