Lepore: "Chi mugugna non si ricorda la Serie C". E poi annuncia: "Tornerò al Via del Mare"

Le parole dell'ex capitano giallorosso in diretta su Twitch
Nella puntata odierna di PL Talk è intervenuto l'ex capitano del Lecce Franco Lepore , il quale ha parlato del match di sabato contro la Roma e del momento della squadra di Giampaolo. Queste le sue parole:
L’avventura di pochi mesi a Dubai
Il calcio arabo è completamente diverso rispetto a quello italiano e il livello non è altissimo. Un top club della serie A araba secondo me arriverebbe nono-decimo nella Serie C italiana. Mi dispiace perchè sarebbe stata una bella esperienza a livello umano.
Sul Lecce
Per uscire da questo momento buio bisogna stare sereni. La cosa importante adesso è mantenere unito il gruppo e compattare l’ambiente, per raggiungere un obiettivo (la salvezza, ndr) che secondo me è alla portata.
Su Giampaolo
Ho avuto dei compagni dei squadra che sono stati allenati da lui e me ne hanno parlato molto bene. Cura tutti i dettagli: la linea difensiva, la tecnica, il posizionamento del corpo, sotto questo punto di vista è un professore. Inoltre è una bravissima persona che si fa voler bene, anche da chi non gioca. Per me è un grandissimo allenatore e il Lecce ha fatto un’ottima scelta.
Su Krstovic
Può puntare ad arrivare in un top club, ma deve crescere tanto. Secondo me deve giocare di più con la squadra, ma ho visto che con Giampaolo lo sta facendo molto di più e questo significa molto per un attaccante.

La partita contro la Roma
Bisogna pensare a sè stessi e preparare bene la partita, soprattutto perchè giochi in casa. Secondo me sono loro che si devono preoccupare del Lecce. Come sempre, però, ogni partita è una storia a sé e molto dipende da come approccerà la partita e come gestirà il pallone, ma questo il Lecce lo ha nel DNA. Inoltre il Lecce potrà sfruttare il fattore Via del Mare, che sarà sicuramente il dodicesimo uomo in campo.
Un suo ritorno al Via del Mare
Potrei venire nella partita contro il Venezia e sarà il mio ritorno al Via del Mare, perché quando sono andato via da Lecce non sono più tornato allo stadio. Sono andato via quando stavamo in serie B con Liverani, ma non sono riuscito a salutare il Via del Mare perché teoricamente non ero in vendita, ma gli ultimi due giorni di calciomercato si è sbloccato tutto e non sono riuscito nemmeno a salutare il presidente e i miei compagni. Quando sono tornato al Via del Mare con il Monza (2020-21) purtroppo lo stadio era vuoto a causa del Covid.

La lotta salvezza
Secondo me, il Lecce deve pensare solo a se stesso. Deve fare più punti possibili e, vedendo il calendario, deve rimanere attaccato al gruppo salvezza fino a fine aprile-maggio, quando poi ci si giocherà tutto. L’ideale sarebbe arrivare in quel periodo nella stessa posizione in cui sei adesso, per poterti giocare tutto nelle ultime partite, con la speranza che bastino pochi punti. Secondo me in queste ultime nove partite potrebbero bastare meno di dieci punti per salvarti.
Un calendario difficile
In generale, bisogna pensare partita dopo partita, perchè in ogni sfida posso portare a casa i tre punti. Poi, con la Roma potrebbe andare bene anche un pareggio, ma per valorizzare quel punto devi per forza vincere contro il Venezia. In quella sfida (contro il Venezia, ndr) devi mettere tutto quello che hai.
Fossi un calciatore del Lecce, farei di tutto prima per vincere contro la Roma. Ma, considerando che sono una grandissima squadra e che stanno vivendo un momento molto positivo, andrebbe bene anche un pareggio. A quel punto, però, devi mettere tutto quello che hai per portare a casa la vittoria contro il Venezia. La Roma non concede tanto, mentre il Venezia arriverà a Lecce con l’obbligo di vincere, perché anche per loro sarà uno scontro diretto. Questo potrebbe dar vita ad una partita aperta, con il Venezia che crea molto, ma concede tanto.
Cosa fare dopo la carriera da calciatore?
Finchè vedo che sto bene fisicamente continuerò a giocare. Ma sicuramente sto iniziando a pensare a quello che farò dopo la carriera da calciatore. Mi piacerebbe fare l’allenatore e partire da qualche Primavera. Non sarebbe male tra cinque-sei anni tornare al Via del Mare da allenatore del Lecce.
La gioia di segnare un gol sotto la nord
La curva è sempre stata piena, magari gli altri settori che adesso mugugnano un po’ di più non ricordano gli anni di Lega Pro sotto la pioggia. Nella partita contro la Juve Stabia diluviava e feci per la prima volta nella mia vita il centrocampista centrale e segnai. Era la stagione 2013-14 con mister Bollini e in squadra c’era anche Miccoli. Ma aldilà della categoria, vestire la maglia del Lecce per un leccese è un emozione incredibile, per me soprattutto che sono partito a fare il rattaccapalle sotto la curva nord. Sognavo un giorno di vivere quei momenti e sono riuscito a realizzarlo grazie alla mia mentalità.