Nessuno tocchi
Liverani, oggi più che mai. Giorno dopo giorno, partita dopo partita, sembra chiaro che
Fabio Liverani sia l'allenatore
perfetto per questo Lecce. Mentalità, dedizione, convinzione e idee giuste, per provare a conquistare la
salvezza.
Lo confermano i successi degli ultimi anni - una
striscia spettacolare che potrebbe arrivare a
due promozioni dalla C alla B e dalla B alla A e una
miracolosa salvezza. Ancora di più lo conferma l'attualità, la gestione di ogni situazione, in modo
superiore, con la testa e lo spirito da Lecce.
In particolare colpisce la sua
mentalità, con risposte chiare e precise, ma non dettate:
semplicemente parte di lui. Giudicare dall'esterno non è mai semplice. E' da diverse settimane che tutti parlano della vicenda
infortunati. In tanti hanno cavalcato l'onda. In questo momento tutto l’ambiente giallorosso deve tenere un profilo basso, perché le polemiche non fanno altro che
far disperdere energie e la squadra giallorossa ne ha bisogno
in campo non fuori. Qualsiasi cosa si sostenga all’esterno nei confronti di Liverani ed ai suoi ragazzi
non deve interessare. L'unica cosa che deve fare la squadra è stare serena e cercare di portare a casa la
salvezza.
Capitolo
infortunati, il Lecce non se la passa bene: è vero. Ad oggi, sono
Deiola,
Majer e
Rossettini i calciatori fermi per
problemi muscolari. Dell'Orco (operato per ernia inguinale) e Lapadula (infortunio alla caviglia) poco hanno a che vedere con
la preparazione fisica. Il
problema infortuni non riguarda solo il
Lecce perché il post
Covid-19 è stato devastante anche per
altre squadre.
L’
Inter non può ancora disporre di Vecino e Sensi. Il
Brescia ha parcheggiati in infermeria Bisoli, Chancellor e Cistana. Il
Bologna deve fare a meno di Olsen, Santander, Poli e Mbaye. Il
Cagliari peggio di peggio: Pereiro, Oliva, Birsa, Pavoletti e Klavan. La
Spal aspetta i recuperi di Berisha, Di Francesco e Zukanovic. Il
Milan ha ritrovato da pochi giorni Ibra, ma deve fare a meno di Musacchio e Duarte. Stesso discorso per il
Verona che cerca di recuperare Salcedo, Danzi e Eysseric. La
Sampdoria, nostra ultima antagonista, è a
pezzi: Ferrari, Tonelli, Quagliarella e Linetty sono a ancora ai box. Senza trascurare il nostro prossimo avversario, il
Sassuolo, che ha fermi per problemi fisici i vari Romagna, Turati, Tripaldelli e Toljan.
Insomma, non proprio tutti i club di A se la passano meglio del Lecce. Inutile, in questo
momento storico, puntare il dito sul
tecnico o sui
preparatori: la
pandemia ha
resettato tutto e le partite che si stanno giocando in questo periodo storico della stagione sono molto più vicine a delle
amichevoli estive che a
match ufficiali di campionato.
A fine torneo si dovrà tirare per forza di cose una linea: partendo dalla
costruzione della squadra fin dal
calciomercato estivo. Un mercato, quello del Lecce, che è stato praticamente
devastante non solo per le casse della società giallorossa ma anche per
Liverani che ha dovuto giocare per
un intero girone d’andata con i calciatori che aveva in dote nel campionato di B. Con gli infortuni di
Deiola e
Barak il centrocampo del Lecce è tornato alle
origini del post mercato estivo e
non post Covid-19. Questo è giusto evidenziarlo. La rosa non è mai stata
completa, bisogna farsene una ragione.
Occorre dare
fiducia a Liverani, perché lui non è solo questione di vittorie. E' pura
mentalità Lecce, quella del
silenzio davanti alle questioni inutili, quella dell’essere
tutti uniti è l'unica cosa che conta.